78) Matte Blanco. Due eccezioni.
Ignacio Matte Blanco (n. 1908), filosofo cileno, psichiatra e
psicanalista, da molti anni residente in Italia, ha messo in
evidenza la presenza nella mente umana di una logica simmetrica
che, se assolutizzata, distrugge il pensiero razionale, ma se
tenuta sotto controllo dall'uomo mentalmente sano, si affianca
alla logica tradizionale. Si ha cos una bi-logica, che rispecchia
l'antinomia strutturale dell'essere umano, il suo essere collocato
tra il finito e l'infinito.
In questa lettura egli afferma che nella conoscenza del mondo vi
sono due elementi che non s'inseriscono nello schema tradizionale,
l'inconscio e l'infinito.
I. Matte Blanco, L'inconscio e l'infinito, in Scienza e tecnica,
Annuario della EST, Mondadori, Milano, 1983, pagine 280-281.

 Abbiamo in questo modo stabilito qual  il territorio del
pensiero, della logica e di quell'aspetto del mondo conoscibile
attraverso loro: il mondo come formato da un numero potenzialmente
infinito di cose - oggetti materiali, psichici, persone, pensieri,
relazioni, regole eccetera La conoscenza ha affrontato il mondo
sotto questa luce e ha sempre scoperto leggi e fatti che
rispettano le regole della logica in uso. Bisogna per aggiungere
due notevoli eccezioni: la prima  l'inconscio, che, come Freud ha
scoperto, non rispetta le leggi logiche, tra cui il principio di
contraddizione. Credo che, per il momento, dobbiamo includere in
questa eccezione ci che si chiama emozione, assieme a tutte le
sue manifestazioni nell'arte (poesia, pittura eccetera), nella
vita sociale, politica e religiosa. Difatti inconscio ed emozione
si possono definire meglio in una concezione unitaria pi
generale.
La seconda eccezione  quella dell'infinito, che non rispetta
alcune delle leggi o delle regole della matematica che si adopera
nel caso degli insiemi finiti e che per brevit si pu chiamare
matematica finitaria, regole sulle quali  stata, finora,
costruita tutta la matematica.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagina 428.
